Dandelion e l’importanza del vivere senza rimpianti

Qualche giorno fa Netflix ha inserito nel suo catalogo anime “Dandelion”, tratto dall'omonimo manga oneshot di Hideaki Sorachi, il creatore di Gintama per intenderci. 7 puntate di risate, follia e tanta riflessione sul mondo di oggi, di ieri e di domani.
Ci troviamo in un mondo alternativo in cui esistono gli angeli che hanno il compito di liberare le anime di persone che sono rimaste intrappolate sulla Terra per via di conti in sospeso nella loro vita passata. Tetsuo Tanba e Misaki Kurogane fanno parte della divisione Dandelion e il loro approccio verso le anime é diverso rispetto allo standard della Federazione di cui fanno parte: loro ascoltano quelle anime, le aiutano a liberarsi dal dolore e dalle emozioni negative, facendole naturalmente sparire dalla Terra.
La procedura nel resto delle divisioni é chiara: la pistola inibitrice colpisce l'obiettivo e l'anima viene spedita direttamente ad un serbatoio che immediatamente la purificherà, eliminando anche i ricordi della persona che fu. Un procedimento comodo, veloce, pratico ma impersonale. E questo é uno dei temi che più mi ha colpito dell'opera: produttività. Viviamo costantemente in uno stato di ansia da prestazione, di massimizzazione del profitto, dell’uso perfetto del proprio tempo, del senso di colpa se ci si ferma per un attimo, del più invece che il meno. Politica tipica della cultura del lavoro in Giappone, qui al centro della satira, seppur dissimulata da gag e personaggi macchiettistici che funzionano enormemente. L’autore metteva in luce sin dai primi anni 2000, periodo in cui era uscita l'opera, gli aspetti che già dal dopoguerra avevano caratterizzato il Paese: gerarchie, senso di onore e rispetto, l'importanza di uscire da una crisi, dedizione. La tua vita non è più tua, non esiste la socialità, la riflessione, la pausa, la vita al di fuori dell’ufficio.

Fin dove siamo disposti a spingerci? Ogni tanto mi piace riflettere sulle dinamiche lavorative che avvengono nella mia vita e finisco per chiedermi: “Se ora mi fermassi per un poco, succederebbe un disastro?”. So che la risposta sarebbe negativa e so che il mio lavoro autonomo mi dà una libertà che i dipendenti non avranno mai. Però anche se ho quella libertà, finisco per far di più di ciò che dovrei, più di quanto a volte il corpo può sostenere. Viviamo il presente, come dice Tanba, senza ripensamenti.
E soprattutto viviamo indipendentemente, senza che qualcun altro decida per noi. “La tua vita appartiene solo a te, é giusto seguire la strada in cui si crede” dirà sempre il protagonista.
Se dobbiamo fallire, facciamolo perché noi abbiamo deciso di percorrere quella strada, di seguire il nostro istinto, il nostro sogno nel cassetto. Siamo fieri di chi siamo, della nostra identità e delle persone che ci sostengono. É dunque chiave il messaggio del non avere rimpianti, perché quei rimpianti li trascinerai nella vita e anche dopo di essa.
A tal proposito il personaggio più bello dell’opera probabilmente è proprio Seiki, aggrappato da un lato al padre e alla sua autorità, dall’altro al ricordo della madre, alla sua delicatezza. In pochi episodi avremo un quadro meraviglioso della sua figura, così drammatica ma allo stesso tempo tanto sensibile e divertente. Lui sceglierà di non vivere più all’ombra del padre, di sviluppare le sue doti e di non sentire il peso sulle spalle di qualcosa che non sentiva appartenere a lui. Sarà proprio lo strampalato duo, composto dal protagonista e dalla piccola Misaki, a fargli capire le priorità della vita e l'importanza dell’amicizia. Quel backup che lui scienziato non avrebbe mai potuto creare, quel sostegno emotivo e concreto che può creare miracoli.

A proposito di emotività, altra tematica importante in Dandelion è l’empatia, quella capacità di comprendere lo stato d'animo dell’altro (in questo caso l’anima), di sincronizzarsi con la sua stessa linea emotiva e di condividere questa sensazione per aiutare quell’anima perduta a ritrovare la strada di casa.
Per quanto siano un duo di squinternati, Tanba e Misaki nutrono un profondo rispetto per le anime, trovano quel tempo che gli altri angeli non userebbero mai. Loro (e noi pubblico) possono scoprire le vite precedenti delle anime, i loro affetti, le loro sconfitte, i loro desideri e rimpianti. Conosciamo la natura delle persone e ciò che muove loro in questo pazzo e troppo veloce mondo. Conosciamo la cattiveria degli esseri umani e la generosità e pazienza di altri.
In questo turbinio di anime, di speranze, di rinunce (basti pensare al passato di Tanba e alla mamma di Misaki) e rimpianti, mi sono divertita, e tanto. Perché in fondo il mondo cambia se lo guardi sorridendo, come dirà Misaki e sua madre Asako prima di lei.
Ci sarebbero ancora tantissime cose da dire su Dandelion, ma concluderò dandovi una chicca: ci sono riferimenti al mondo dei manga, anime (ma già lo immaginavamo se pensiamo a Gintama) e film che vi faranno morire dal ridere!
Spero che vi arriveranno tante emozioni guardando quest’anime e che sia un’occasione per riflettere sul tempo che abbiamo a disposizione, sulle nostre scelte e sull’amicizia.
Alla prossima 🩷
link all'anime: Dandelion