The Crowded Room
Con notevole ritardo rispetto alla data di uscita, ho recuperato la serie “The Crowded Room” su Apple TV che in soli 10 episodi autoconclusivi mette in luce aspetti della psiche mai così profondamente trattati in un prodotto televisivo.

Partirei dal cast che mi ha permesso di vedere sugli schermi un’ Amanda Seyfried rinnovata nella sua drammaticità, posata, penetrante attraverso occhi che vedranno un crescendo di situazioni di una carica emotiva non indifferente. E questo graduale percorso lo percepiamo noi spettatori messi dinanzi a una storia che via via scuoterà sempre di più nel profondo. Si parte da una premessa semplice, magari anche già vista in tanti altri prodotti televisivi o cinematografici: un ragazzo viene accusato di tentato omicidio a New York, ma le cose non sono così semplici come sembrerebbe. Lui è Danny Sullivan, un giovane dal passato burrascoso e travagliato e tutta la sua storia, dall’infanzia all'adolescenza, viene raccontata sempre dalla sua persona, dal suo punto di vista. Danny é interpretato splendidamente da Tom Holland, qui con un nuovo ruolo drammatico di cui si é fatto carico portando ad un risultato eccellente. Sono felice di essermi approcciata a questo titolo senza informarmi sulla storia vera da cui è parzialmente tratto (piú precisamente dal libro “The Minds of Billy Milligan” di Daniel Keyes). Questa esperienza (e quella di mia sorella che l'ha guardata con me) priva di anticipazione alcuna, mi/ci ha permesso di stupirmi/ci e fare delle teorie man mano che si avanzava nella storia. Il ritmo della serie è incalzante e rilassato allo stesso tempo, si prende i suoi tempi, coi silenzi di Danny, gli sguardi della gente attorno a lui e attraverso di lui. Siamo alla fine degli anni 70 a Manhattan, é estate e sempre vedremo questa estate che tinge di luce e sudore un'America ancora refrattaria ai neri nei pub e nel sistema giudiziario. Ci concentriamo su tanti momenti che hanno fatto da cornice al famoso incidente al Rockefeller Center. La psicologa Rya, interpretata dalla Seyfried, é la chiave che fa partire la storia e che aprirà le porte della mente (e del cuore) di Danny, così complicato per la sua giovane età, un ragazzo diventato uomo troppo in fretta, che si è fatto carico di ferite più grandi di lui.

Se non avete ancora guardato questa serie, vi consiglio di non proseguire oltre per non incappare in spoiler.
Questo suo diventare “grande” era per l'esigenza di affrontare un trauma, per oltrepassare uno dei dolori più grandi che un bambino potrebbe subire: una violenza sessuale. Ma non era diventato grande davvero, aveva costruito una delle sue molteplici personalità per sopravvivere; tutto era una pallida imitazione di chi avrebbe voluto trovare davvero nella sua vita. Angeli custodi che sono sempre lì per te, si prendono i cazzotti per te, amano per te, parlano per te. A circondarlo nel suo percorso di crescita non c'è stata serenità, solo demoni e chi era vittima di questi, come la stessa madre. Lei fino all’ultimo rappresenta l’estremo esempio di chi crea nella sua testa un’illusione per non affrontare il senso di colpa, annichilita nella sua volontà e pensiero dopo l’ennesimo marito violento e tossico. Inevitabilmente ho odiato questo personaggio e la sua codardia nonostante la lucidità e verità davanti alla quale era stata posta. Preferiva essere circondata da quei demoni e vivere come una donna asservita anche se non era più necessario esserlo dopo la fuga di Danny.: non vi era più quell’esigenza di denaro e sicurezza economica per il futuro del figlio. L’attrice Emmy Rossum è stata bravissima ad interpretare un personaggio così divisivo e facilmente odiabile.
Tom Holland ha mostrato un grande rispetto per il personaggio e son convinta non sia stato facile sia per i temi trattati sia per le molteplici personalità in gioco. Questa serie mi ha permesso di scoprire come negli anni 70 ancora non era considerata una vera malattia il disturbo dissociativo dell'identità e quale importanza, dunque, abbia assunto all'epoca l’esito del processo, con una persona assolta dai suoi crimini (come anche accaduto realmente con Billy Milligan) e con la necessità di essere curata, senza una pena fatta di sbarre e isolamento che mai avrebbe aiutato il ragazzo (e gli altri come lui in futuro).
VOTO: 8
Link alla serie Apple TV: The Crowded Room